​Inquinamento a Trapani, oggi raccolta firme in via Passaneto per la diffida al Comune

Redazione Prima Pagina Trapani

Altre decine di trapanesi lasciati senza erogazione idrica, a causa di un inquinamento che si protrae in città da diversi mesi, hanno sottoscritto ieri pomeriggio, in via Nicolò Riccio (nelle foto), la diffida predisposta dal Comitato cittadino spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti”, rivolta al Comune di Trapani per denunciare i gravi disagi e avanzare precise richieste.

Non è stato ancora calcolato il numero delle sottoscrizioni, perché l’iniziativa è tuttora in corso: altre firme vengono raccolte oggi, a partire dalle 19, in via Riccardo Passaneto, presso l’incrocio della via Fardella.

"Saremo accanto accanto alle vetrine laterali della farmacia Garraffa - anticipano le promotrici - così da fare in modo che tutti ci possano raggiungere. Chi non può farlo si metta in contatto con noi mediante i social e troveremo una soluzione".

Viene sottoscritto il seguente documento, indirizzato al Sindaco, al segretario generale, al funzionario del Servizio idrico integrato, all’assessore Giuseppe Pellegrino, al dirigente del V settore del Comune, e per conoscenza al prefetto di Trapani.

OGGETTO: DIFFIDA E MESSA IN MORA INQUINAMENTO IDRICO ABITAZIONI SITE NEL COMUNE DI TRAPANI

I cittadini le cui abitazioni e attività commerciali insistono nelle vie menzionate nelle ordinanze sindacali nn. 20 e 47 emesse rispettivamente il 12 marzo 2026 e il 24 luglio 2026, nella via della Pace, nella Via Messina, nella Via Passo Enea, nella Via Ninni Cassarà n.2, nella Via Tibullo e in tutte quelle abitazioni, attività commerciali, strutture recettive che insistono nelle aree che seppur non menzionate nelle richiamate ordinanze e nella presente, sono interessate dall’inquinamento idrico, rappresentano quanto segue.

A seguito di analisi effettuate privatamente, i cittadini hanno avuto modo di appurare l’inquinamento dell’acqua fornita tramite la rete idrica comunale presso le proprie abitazioni ed attività commerciali. L’Amministrazione, pertanto, dopo aver effettuato i dovuti riscontri, ha inibito l’approvvigionamento idrico dalla rete comunale alle utenze interessate ma dopo tale inibizione, agli utenti non è stata più fornita alcuna informazione in merito e seppur qualcuno ha provato a richiedere informazioni, le risposte ottenute sono state assolutamente generiche ed evasive.

Allo stato, pertanto, gli utenti interessati non sono in grado di sapere:

- da dove abbia avuto origine l’inquinamento (le zone, infatti, non sono le medesime, anzi, si trovano in posti opposti tra loro);

- quando e se avrà una fine quella che ormai può essere definita una vera e propria “emergenza”;

- se tale emergenza non avrà una fine, quale siano le soluzioni che l’Amministrazione intende adottare in considerazione del fatto che è evidente a tutti che il predisposto servizio di autobotte comunale non è in grado di fornire prestazioni adeguate (si attendono dieci giorni e più per ottenere l’acqua che, peraltro, in molti casi, risulta essere anche insufficiente).

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO con la presente, tutti i sottoscrittori, nella spiegata qualità, diffidano il Comune di Trapani in persona del Sindaco pro tempore, affinchè provveda con urgenza immediata e, comunque, non oltre il termine di 7 (sette) giorni dal ricevimento della presente a:

1. attivare tutte le procedure di campionamento, analisi chimico-fisiche presso le utenze interessate; 2. attivare tutte le ispezioni necessarie a individuare la fonte dell’inquinamento riguardo le zone di cui alle ordinanze sopra richiamate, le zone che comprendono Via della Pace, Via Messina, Via Passo Enea, Via Ninni Cassarà n.2, Via Tibullo e in tutte quelle abitazioni, attività commerciali, strutture recettive che insistono nelle aree che seppur non menzionate nelle richiamate ordinanze e nella presente, sono interessate dall’inquinamento idrico;

3. comunicare per iscritto, stesso mezzo, una mappatura di tutte le vie e le utenze in cui risulta essere presente inquinamento idrico, così da avere contezza di quale sia la portata del fenomeno inquinante;

4. disporre l'avvio delle necessarie attività di bonifica e ripristino dello stato dei luoghi a tutela della salute della popolazione;

5. implementare il servizio di autobotte comunale, in considerazione del fatto che il servizio attuale è assolutamente insufficiente ed individuare ulteriori modalità che possano garantire l’approvvigionamento idrico gratuito per la cittadinanza impossibilitata a fruire del servizio;

6. predisporre una procedura di rimborso delle spese affrontate dai cittadini relative alla bonifica delle cisterne condominiali e all’approvvigionamento idrico mediante ditte private;

7. interessare la Provincia, la Prefettura, la Protezione Civile e l’ASP, ciascuna per quanto di propria competenza, perché possano coadiuvare l’Amministrazione nella risoluzione dell’emergenza;

8. procedere all’immediata attivazione del piano Comunale di Protezione civile per la gestione delle emergenze idriche con specifici protocolli operativi;

9. predisporre un Piano Comunale permanente per la gestione delle emergenze da contaminazione della rete idrica;

10. attivare il monitoraggio continuo della qualità dell’acqua.

I sottoscrittori avvertono che, decorso inutilmente il termine sopra indicato di 7 (sette) giorni senza che l’Amministrazione abbia attivato le debite procedure o fornito idoneo riscontro, la presente varrà come formale costituzione in mora ad ogni effetto di legge con riserva di adire le competenti Autorità in ogni sede a tutela di ogni diritto ed interesse leso.