Cadavere nel mare di Marsala recuperato in condizioni meteo proibitive
La furia del mare non si placa e continua a restituire i segni tangibili di una tragedia che si sta consumando al largo delle coste siciliane. Un cadavere è stato recuperato nella mattinata di oggi, 15 febbraio, nelle acque agitate di Marsala. Si tratta di un uomo di mezza età, in avanzato stato di decomposizione anche per una prolungata permanenza in acqua; indossa ancora un giubbotto di salvataggio, elemento che rafforza l'ipotesi di un naufragio legato alle traversate della speranza che partono dalle coste nordafricane.
Si tratta del secondo cadavere negli ultimi giorni lungo le coste trapanesi, dopo quello di una donna trovato nel mare della Colombaia, a Trapani; il quarto considerando anche altri due corpi al largo di Pantelleria.
La vittima odierna è stata avvistata da un automobilista di passaggio lungo la litoranea che precede la zona del Fortino. L'uomo ha notato una sagoma affiorare tra le onde in tempesta e ha immediatamente allertato le autorità, dando il via a una complessa operazione di soccorso in condizioni meteo-marine proibitive.
Il coordinamento tra la Guardia Costiera, la Polizia di Stato e i Carabinieri ha permesso di circoscrivere l'area, ma il recupero materiale della salma è stato affidato ai sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Supportati da una motovedetta dell'Ufficio circondariale marittimo, gli specialisti hanno dovuto sfidare i flutti per riportare a terra il corpo, operando in un contesto di estrema difficoltà tecnica a causa del forte vento e del moto ondoso ancora molto intenso.
Dalle prime analisi effettuate sul posto dal medico legale, sono emersi i dettagli che orientano le indagini verso lo scenario dei flussi migratori.
La Procura ha prontamente aperto un fascicolo d'inchiesta per accertare le dinamiche del decesso e l'identità dell'uomo. Gli inquirenti stanno valutando con attenzione il possibile collegamento tra questo ritrovamento e il recente passaggio del ciclone Hanry. L'eccezionale ondata di maltempo avrebbe infatti travolto circa trenta barchini partiti dalla Tunisia proprio nei giorni in cui le onde anomale flagellavano il Canale di Sicilia.