“Bustarelle” in cambio di patenti e autorizzazioni: 46 indagati, 5 misure cautelari
Sarebbero state intascate mazzatte per truccare gli esami per il rilascio di patenti nautiche o autorizzazioni all'uso di patenti militari per la guida di veicoli civili.
Emerge da una indagine sulla Motorizzazione di Palermo che ha portato all'emissione di cinque misure cautelari, su un totale di 46 indagati.
I provvedimenti, disposti dal Gip su richiesta della Procura dopo gli interrogatori preventivi, sono stati eseguiti dalla Polizia stradale che conduce le indagini.
Per un funzionario e un impiegato della Motorizzazione, sono stati applicati la sospensione per un anno dal pubblico impiego e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria; le altre misure riguardano un funzionario in pensione, e i suoi due figli titolari di agenzie di disbrigo pratiche auto, sottoposti ai divieti di esercitare impresa per 12 mesi e all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’inchiesta, anche attraverso intercettazioni ambientali, avrebbe svelato un ampio sistema di corruzione. Su input di precedenti attività investigative, la Polizia stradale ha piazzato una serie di telecamere nei locali della Motorizzazione e ha immortalato un ex funzionario mentre contava, chiuso in un bagno, banconote per un totale di settemila euro. Poco dopo, le telecamere avrebbero ripreso, nello stesso bagno, un collega dell’ex funzionario con una busta con altro denaro. I filmati sono tra le prove di quello che gli inquirenti definiscono “un esteso sistema di corruzione per l'evasione di pratiche irregolari”, come il rilascio delle patenti nautiche e l’autorizzazione all'uso delle patenti militari per la guida delle macchine civili.
Gli investigatori avrebbero scoperto l'esistenza di un preziario: una patente nautica costava mediamente mille euro: i candidati avrebbero pagato per sapere in anticipo le domande d'esame; in alcuni casi, non si sarebbero neppure presentati ai quiz e la loro presenza sarebbe stata attestata falsamente.
Tra i 46 indagati, oltre agli impiegati infedeli, figurano coloro che avrebbero pagato per avere la patente, come alcuni clienti di tre agenzie di disbrigo pratiche.
Fonte ANSA