Acqua inquinata a Trapani, slitta al mese prossimo la prospettata “graduale riapertura” delle utenze
“A fine mese è previsto un incontro con il Servizio di Igiene Pubblica e l'ASP per verificare l’andamento delle analisi e valutare la graduale riapertura delle utenze, al netto di quelle che presentano ancora tracce di inquinamento (ove concentrare i lavori alla ricerca di eventuali vulnus alla rete cittadina: perdite alla rete idrica sotterranei, fognoli privati ammalorati in danno della rete idrica, etc)”.
Con questa dichiarazione del sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, viene implicitamente rinviata, ancora una volta, la progressiva ripresa del servizio idrico, già più volte prospettata dall’amministrazione comunale a partire dallo scorso agosto, nell’ampia area cittadina compresa tra via Orlandini e via Archi; una zona esclusa dalla rete a causa della contaminazione dell’acqua, scoperta lo scorso marzo (ordinanza n.
20 del 12 marzo 2026) e diffusasi a luglio, per un totale ufficiale di 154 utenze sigillate da mesi. Successive ordinanze sindacali, il 26 agosto e il 2 settembre più un’altra più recente, hanno riguardato la gestione del servizio sostitutivo di approvvigionamento idrico con autobotti, sempre “in attesa dei risultati sui campioni prelevati nelle condotte del perimetro in questione”.
Tuttavia, i risultati non sono stati resi noti ufficialmente e, a quanto sembra, le analisi sono state ripetute di recente senza gli esiti sperati, tanto da far ipotizzare le eventuali prime riaperture delle condotte direttamente dopo la riunione di fine ottobre.
Sul fronte del servizio sostitutivo, intanto, si riduce a cinque il numero delle autobotti disponibili nell’area dell’inquinamento, perché oggi ha fatto ritorno al Comune di Buseto Palizzolo quella che era stata concessa dal sindaco Francesco Poma per fronteggiare l’emergenza patita dai trapanesi.
Oggi a Palazzo D’Alì, il sindaco Tranchida ha restituito formalmente le chiavi dell’autobotte al sindaco di Buseto, ringraziandolo ripetutamente (foto del Comune in copertina).
“Buseto Palizzolo si è privato di un mezzo importante per aiutare la comunità Trapanese. Un gesto di grande amicizia e solidarietà” commenta Tranchida, e parla di “un automezzo fondamentale che ha permesso di effettuare circa 100 viaggi per aiutare le 154 famiglie (in realtà 154 utenze, corrispondenti a molte più famiglie, ndr) rimaste senza acqua nella zona interessata dall'inquinamento in città”.
In occasione dell’incontro, Giacomo Tranchida ha ricordato che “oggi il servizio sostitutivo è garantito da 3 autobotti sotto l’egida della Protezione Civile comunale (2 della convezionata ditta Palme Autospurgo e una del Comune di Petrosino). Altresì da diverse autobotti di trasportatori privati autorizzati (risultanti nella white list della Prefettura e con DURC regolare), che sono state autorizzate dal Comune di Trapani a prelevare acqua potabile dal dissalatore per portarla a domicilio dei richiedenti”.
“Il costo del trasporto verrà rimborsato dal Comune e scomputato dalla prossima bolletta”, ribadisce il sindaco di Trapani.
Tuttavia, la certezza del rimborso per il cittadino/utente è subordinata al rispetto di precise condizioni e vincoli burocratici: occorre presentare al Comune una regolare fattura emessa dalla ditta autorizzata insieme alla bolla di consegna dell'acqua potabile; il costo del trasporto sarà rimborsato (o scomputato) nei limiti tariffari stabiliti (da 50 a 90 euro, in base alla capienza della vasca dell'utenza, oltre Iva) e a condizione che l'utente sia in regola con i pagamenti della tariffa idrica. Inoltre, la copertura finanziaria per i rimborsi è condizionata all'arrivo di fondi regionali dedicati, “mediante il contributo per l'assistenza alla popolazione nell'emergenza idrica – scrive il sindaco nella più recente ordinanza – in corso di stanziamento dalla Regione Siciliana - Dipartimento Regionale della Protezione Civile”.
La mappa delle strade colpite dall’inquinamento (prima immagine in copertina) è stata realizzata dal Comitato cittadino spontaneo Tp “L’acqua è un diritto di tutti”, che riunisce decine e decine di cittadini lasciati senza il collegamento alla conduttura idrica, in balia di rifornimenti sostitutivi e di continui cambiamenti nelle procedure per la prenotazione delle autobotti.
In questa situazione di gravi e prolungati disagi, una delegazione del Comitato è stata ricevuta due giorni fa dalla prefetta Daniela Lupo, la quale ha chiesto infine una relazione dettagliata sui punti affrontati. E il documento è stato redatto e inoltrato oggi. “La relazione è stata trasmessa al Prefetto, adempiendo così al nostro impegno civico”, viene evidenziato dal Comitato spontaneo, rivolgendo un sentito ringraziamento ai cittadini che hanno fatto parte della delegazione e anche “ai membri più attivi del Comitato che si sono impegnati con grande dedizione in questo lavoro tutt’altro che semplice. È stato un vero lavoraccio e ci auguriamo tutti che possa portare ai risultati sperati”.
Di seguito, la relazione trasmessa alla Prefettura.
“A seguito dell’intercorso incontro i cittadini del Comune di Trapani, costituitisi in regime di spontanea mobilitazione a tutela della salute pubblica e dei diritti civili fondamentali, rassegnano alla Vostra autorevole attenzione la presente relazione. L’obiettivo è denunciare la grave e ormai insostenibile situazione legata all'inquinamento della rete idrica comunale che affligge il territorio da lunghi mesi.
Di seguito si articolano i punti di maggiore criticità ordinati secondo le risultanze emerse sul territorio.
1. Mancata trasparenza e informazioni frammentarie
Si riscontra una sistematica assenza di flussi informativi chiari, univoci e tempestivi da parte dell’Amministrazione Comunale anche nei periodi antecedenti la data di apposizione dei sigilli. I cittadini dall’inizio dell’emergenza non hanno ricevuto informazioni certe ma frammentarie e spesso contraddittorie. Non vi è stata una mappatura trasparente della reale estensione della contaminazione e dello stato di avanzamento delle bonifiche (se vi sono state), eppure il comitato attraverso le semplici segnalazioni da parte dei cittadini è riuscito ad effettuare una mappatura dei disservizi tramite semplice indicazione di via e numero civico.
2. Inefficienza del servizio sostitutivo idrico
2.1. Inesistenza e insufficienza del servizio sostitutivo tramite autobotti
Il servizio sostitutivo tramite autobotti programmato dal Comune è inesistente e del tutto insufficiente. I tempi di attesa per la consegna superano i limiti di tollerabilità; allo stato non è ancora stato istituito il numero unico a fine di poter effettuare le prenotazioni e non è mai chiara come venga formata la lista di attesa né tanto i meno vi è certezza in ordine ai tempi di consegna, motivo per il quale si ricorre al trasporto da parte dei privati.
2.2. Insussistenza dell'atto d'indirizzo e assenza di impegno di spesa
Assolutamente insussistente appare l'ultimo atto d'indirizzo emanato dall'Amministrazione (Delibera di Giunta n. 432/2026) che in quanto tale è esente dai pareri tecnici o contabili e, soprattutto, non prevede alcun impegno di spesa.
Esaminando il testo e le sue clausole restrittive, si ha la totale certezza che tale atto non garantisce alcun effettivo rimborso delle spese già sostenute dai cittadini per l'acquisto di acqua da privati. Si tratta di un provvedimento puramente ordinatorio e dilatorio.
2.3. Anticipazione delle spese da parte dei cittadini e mancato rimborso della sanificazione delle cisterne
Tutte le spese (che sono raddoppiate perché i cittadini pagano il trasporto e l'acqua mentre precedentemente pagavano al prezzo del solo trasporto entrambe le cose) dovranno essere affrontate in via preventiva dai cittadini, che dovranno senza certezze sui tempi e le modalità del rimborso. A ciò si aggiunga che non viene fatta alcuna menzione dei rimborsi per la sanificazione delle cisterne, una spesa indispensabile e onerosa per chi ha subito il fenomeno inquinatorio.
2.4. Incertezza sui costi dell'acqua e sulle modalità di rimborso
Sul costo dell'acqua ci si limita a dire che il rimborso avverrà in base alla fatturazione successiva, senza un tariffario prefissato e, pertanto, i cittadini non sanno quale sarà il prezzo finale che saranno tenuti a pagare anche in considerazione del fatto che i privati, al fine di fornire acqua potabile sono autorizzati a rifornirsi al dissalatore, gestito dal Siciliaacque.
2.5. Anomalie nella contribuzione per l’approvvigionamento idrico tramite dissalatore
A Tal proposito si evidenzia una grave anomalia in merito alla contribuzione richiesta agli utenti per l’approvvigionamento idrico tramite dissalatore. Risulta infatti che la cittadinanza sia chiamata a sostenere i costi di tale servizio, nonostante la gestione dell'impianto per le annualità 2025 e 2026 sia già stata interamente coperta da specifici stanziamenti statali.
Nello specifico, lo Stato ha destinato a tale scopo risorse pari a:
- - 10 milioni di euro per l'anno 2025
- - 11 milioni di euro per l'anno 2026
2.6. Doppio pagamento dei costi di gestione e trasparenza nell'utilizzo dei fondi pubblici
Alla luce di tali decreti di finanziamento, l'imposizione di un ulteriore corrispettivo a carico delle famiglie configurerebbe un ingiustificato doppio pagamento degli stessi costi di gestione. Tale circostanza non solo grava illegittimamente sul bilancio dei cittadini – già colpiti dai disagi dell'emergenza – ma solleva forti perplessità sulla trasparenza della rendicontazione e sulla corretta allocazione dei fondi pubblici erogati.
3. Testimonianza dei cittadini
A conferma di quanto sopra i cittadini presenti all’incontro hanno rappresentato di vivere ormai da mesi in una condizione di incertezza data da carenza di informazioni, di totale privazione igienico-sanitaria, impossibilitati a lavarsi, a cucinare e dovendo garantire a se stessi ai propri familiari e figli l’igiene minima, come ha affermato Francesco di via della Pace, papà di 2 bambini.
In tutti questi mesi di emergenza, a fronte delle continue chiamate sono riusciti a ricevere dal Comune soltanto 3 autobotti comunali (ma in alcuni casi anche meno), dovendo poi fare ricorso ai privati con notevoli esborsi per ciascuno nucleo familiare (€294,00 circa da gennaio ad oggi a condòmino) come ha affermato Emma di Via Venere.
(alleghiamo anche estratto lettera letta dal cittadino Vincenzo di Via Tunisi)
4. Richiesta di supporti tecnici esterni al contesto locale
Considerato che è evidente che l'amministrazione non disponga di personale e mezzi adatti a localizzare le fonti di infiltrazione della rete al fine di risolvere l'emergenza, si ritiene indispensabile e non più differibile il coinvolgimento di competenze tecniche e supporti specialistici di livello sovracomunale, regionale e/o nazionale.
5. Conclusioni e istanze alla Prefetta
Alla luce di quanto esposto, la cittadinanza chiede a Sua Eccellenza la Prefetta un intervento risolutivo d'autorità affinché l'Amministrazione Comunale e gli enti gestori definiscano con esattezza incontrovertibile e tempi certi la data di cessazione dell'emergenza inquinamento e il ripristino della potabilità. La popolazione non può continuare a subire a tempo indeterminato un vulnus così grave ai propri diritti.”