Acqua contaminata a Trapani: "I cittadini non possono essere lasciati soli"

Redazione Prima Pagina Trapani

"A distanza di quasi un anno siamo ancora qui, ma oggi la situazione è persino più grave: al problema della quantità dell'acqua si è aggiunto quello della sua qualità". È il richiamo lanciato ieri sera dal comitato spontaneo "L'acqua è un diritto di tutti" durante il Consiglio comunale straordinario dedicato all'emergenza idrica che interessa Trapani. I rappresentanti dei cittadini hanno ricordato che già nel novembre dello scorso anno denunciavano carenze negli approvvigionamenti, rubinetti a secco, insufficienza delle autobotti e scarsa comunicazione da parte delle istituzioni.

A distanza di mesi, alle difficoltà mai risolte si è aggiunta la contaminazione della rete, con ordinanze sindacali che da marzo 2026 hanno progressivamente interessato diverse zone della città. Sono 154 le utenze i cui contatori risultano sigillati nell'ambito dell'emergenza. Dietro questi numeri, ha sottolineato il comitato, ci sono famiglie, anziani, bambini e persone fragili costretti a procurarsi autonomamente l'acqua per le necessità quotidiane. La richiesta non è quella di procedere a riaperture senza garanzie sanitarie, ma di assicurare informazioni trasparenti, interventi verificabili e tempi certi.

Particolare attenzione è stata riservata alla gestione delle autobotti: prenotazioni difficoltose, consegne che slittano anche di settimane e cittadini costretti a ricorrere a fornitori privati, con ulteriori costi per le famiglie. Il comitato ha chiesto di conoscere quante richieste siano rimaste inevase e quali siano i tempi effettivi di consegna, evidenziando che l'esistenza di un servizio sostitutivo non equivale necessariamente alla sua concreta disponibilità. "Il diritto all'acqua non si garantisce con una prenotazione, ma quando l'acqua arriva nella quantità necessaria e nei tempi dovuti", è stato ribadito in aula.

Tra le questioni sollevate anche il ruolo dell'Ati e la necessità di conoscere il piano d'ambito per garantire in futuro la continuità dell'erogazione in tutta la provincia. Il comitato ha inoltre richiamato le difficoltà economiche affrontate dai residenti, tra rifornimenti privati e sanificazione delle cisterne. Dopo il provvedimento della Giunta del 30 settembre, che prevede il rimborso delle spese di trasporto per le utenze comprese nel perimetro dell'emergenza, è stato chiesto quali misure siano riservate a chi subisce disservizi pur trovandosi fuori dalle aree individuate.

Nel corso del Consiglio si è discusso anche delle possibili cause della contaminazione. L'ingegnere Giuseppe Laudicina, ex direttore dell'Acquedotto di Trapani, ha sollecitato una mappatura delle reti idriche e fognarie e controlli approfonditi per individuare perdite e criticità. "Non esiste il problema cronico. Esiste un problema di affrontare la crisi nelle giuste direttive e con le giuste indicazioni", ha affermato. Il sindaco Giacomo Tranchida ha indicato nella rete fognaria una possibile origine strutturale del problema, riferendo di interlocuzioni con Regione e Protezione civile per reperire oltre due milioni di euro destinati al progetto strutturale e più di 300 mila euro per gli interventi immediati.

Una possibile riapertura graduale dei contatori resta subordinata alle verifiche sanitarie. Il deputato regionale del Pd Dario Safina ha invece sollecitato un intervento economico della Regione a sostegno del Comune, affinché siano disponibili risorse per l'acquisto di acqua tramite autobotti e per aiutare famiglie e attività. Rimane da chiarire anche il seguito dell'attività della Commissione consiliare d'inchiesta sul sistema idrico, la cui proroga è scaduta l'11 ottobre. Il comitato, nato circa due anni e mezzo fa per dare voce alle istanze dei cittadini, ha assicurato che continuerà a raccogliere segnalazioni e a chiedere conto delle decisioni amministrative.

"Non possiamo abituarci alle cisterne vuote, alle autobotti, ai contatori sigillati e alle risposte che non arrivano. Noi non ci rassegniamo", è stato il messaggio conclusivo rivolto all'aula. L'obiettivo resta quello di restituire alla città un servizio idrico continuo e sicuro, senza lasciare le famiglie sole ad affrontare un'emergenza che dura ormai da mesi.