​Trapani, mostra al museo San Rocco sul dramma del crack nella Sicilia occidentale

Redazione Prima Pagina Trapani

Dal 23 ottobre 2026 al 9 gennaio 2027, il Museo d’Arte Contemporanea San Rocco di Trapani ospiterà “Crepe”, un’intensa indagine fotografica ed etnografica dedicata al fenomeno del consumo di crack nella Sicilia occidentale, a cura di Alessio Angelo e Antonino Lombardo.

Promossa dal Museo San Rocco e realizzata con il patrocinio e il contributo della Fondazione Ignazio Buttitta, la mostra nasce per dare visibilità a una realtà sociale complessa e dolorosa, trasformando il racconto visivo in un’occasione di riflessione collettiva su marginalità, dipendenza e riscatto umano.

Per la giornata inaugurale di venerdì 23 ottobre, dalle 8.30 alle 13 è previsto un laboratorio didattico a numero chiuso rivolto alle quinte classi dell’Istituto superiore “Calvino – Amico” (indirizzi Grafica e Comunicazione e Servizi per la Cultura e lo Spettacolo): gli studenti realizzeranno elaborati visivi che entreranno a far parte del percorso espositivo, documentando l'evento sotto la guida dei docenti e incontrando direttamente i due fotografi. Ma il programma mattutino si aprirà con un confronto guidato dalla psicoterapeuta sistemico-relazionale Margherita Ippolito e da un approfondimento con la presidente dell’associazione “Lotta delle famiglie per l’indipendenza dalla dipendenza”, Pina Lupo, autrice del libro “La Gabbia delle dipendenze”.

La mostra, che coniuga l'indagine etno-antropologica al linguaggio dell'arte contemporanea, sarà aperta al pubblico dalle 16 alle 20 di venerdì 23 maggio, e fino al 9 gennaio 2027 potrà essere visitata tutti i martedì e venerdì, dalle 16 alle 20, e giovedì dalle 16 alle 19, alpiano terra del Museo d’Arte Contemporanea San Rocco (tel. 379 2705571, museosanrocco@gmail.com)

“Inizialmente avevamo pensato a un percorso didattico al primo piano, – spiega il direttore del Museo, don Liborio Palmeri – ma l’urgenza etica dei temi emersi ci ha spinti a collocare CREPE al piano terra, come mostra istituzionale. Vogliamo valorizzare l’impegno civile dei due autori e, soprattutto, dare voce alla sofferenza di tanti giovani travolti dalle droghe. La mostra racconta storie vere, emoziona e interroga: speriamo possa indicare una via d’uscita a chi sente la propria vita segnata da crepe e cerca una mano per risanare le proprie ferite”.