Trapani, conclusa la seconda edizione di "Gusto Med"

Redazione Prima Pagina Trapani

Due giorni per incontrarsi, cucinare, conoscere e soprattutto condividere. Si è conclusa ieri la seconda edizione di Gusto Med – Spazio Interculturale di Enogastronomia, il progetto promosso da Slow Food Trapani e Chaîne des Rôtisseurs Trapani, in collaborazione con la Chaîne des Rôtisseurs Tunisie, nato con l’obiettivo di creare attraverso la cucina un dialogo concreto tra le due sponde del Mediterraneo.

Dopo il convegno e gli appuntamenti della prima giornata, Gusto Med ha proseguito ieri con un momento dedicato alla conoscenza delle produzioni del territorio. Gli chef tunisini sono stati accompagnati in un caseificio di Menfi, dove hanno potuto assistere direttamente alla lavorazione della Vastedda del Belice.

Un'esperienza che ha permesso agli ospiti tunisini di entrare in contatto non soltanto con il prodotto finito, ma con il lavoro, i gesti e i saperi che stanno dietro una produzione casearia profondamente legata al territorio.

Il percorso si è concluso in serata da ARBARIA, a Trapani, con la cena “Oltre il blu, a cena senza confini!”. Ai fornelli, chef siciliani e tunisini hanno lavorato fianco a fianco, trasformando il tema dell’incontro culturale in un’esperienza concreta da vivere a tavola.Kawther Rekik, Mounir El Arem, Rakia Racheg, Lamia Temimi, Ferihane Kharma e Mounir Arem, insieme agli chef siciliani coinvolti nella serata (Peppe Buffa, Bartolomeo Marmoreo e Nino Mineo), hanno portato in tavola preparazioni e interpretazioni diverse, costruendo un menu nel quale tradizioni differenti hanno trovato un punto d’incontro.

Ed è proprio nella convivialità che Gusto Med ha trovato la sua conclusione naturale: dopo il confronto, la scoperta e la cucina, tutti attorno alla stessa tavola.

«Gusto Med è nato con l'idea di creare un ponte ma in questi due giorni ci siamo resi conto che quel ponte può essere molto più concreto di quanto immaginassimo – afferma Maurizio Messina, presidente di Gusto Med –. Abbiamo visto chef che si sono confrontati, territori che si sono raccontati e persone che hanno condiviso la propria cultura partendo da qualcosa di semplice e universale come il cibo. La cosa più bella è stata vedere come le differenze, una volta seduti a tavola, siano diventate un’occasione di curiosità e non di distanza».

«Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa seconda edizione, a partire da Slow Food Trapani, dalla Chaîne des Rôtisseurs Trapani e dalla Chaîne des Rôtisseurs Tunisie, dagli chef tunisini e italiani, dai relatori e da tutti i professionisti e partner che hanno messo a disposizione tempo, competenze e passione. Un ringraziamento particolare va anche alle realtà del territorio che hanno aperto le proprie porte permettendo ai nostri ospiti di conoscere da vicino alcune delle nostre produzioni. E, naturalmente, grazie alle persone che hanno scelto di esserci: perché senza il pubblico, senza la curiosità e senza la voglia di stare insieme, un progetto come Gusto Med non avrebbe senso».

La seconda edizione ha confermato così l’idea alla base del progetto: utilizzare la gastronomia non soltanto per raccontare ciò che mangiamo ma per raccontare da dove veniamo e scoprire ciò che ci avvicina agli altri.

Dalla cucina tunisina al patrimonio gastronomico siciliano, dall’aglio di Nubia alle produzioni del territorio, passando per il gelato al pesto trapanese di Maurizio Liparoti e la cena finale, Gusto Med ha costruito in due giorni un percorso fatto di incontri, conoscenza e contaminazioni.

Un’esperienza che guarda già al futuro, con l’obiettivo di fare dello Spazio Interculturale di Enogastronomia un appuntamento capace di crescere e coinvolgere nuovi territori, chef e culture del Mediterraneo.

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