San Vito Lo Capo. “Forte preoccupazione e rammarico per l’aggressione del docente”
“L’Amministrazione Comunale esprime profondo rammarico e forte preoccupazione per il grave episodio verificatosi presso la Scuola secondaria di primo grado del nostro territorio, dove un docente è stato aggredito da un alunno durante l’orario scolastico”. È l’esordio di una nota del sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, pubblicata la notte scorsa sulla pagina social del Comune, all’indomani del grave episodio di violenza avvenuto nell’istituto comprensivo Lombardo Radice-Fermi.
“A nome dell’intera Comunità, – continua il primo cittadino – rivolgiamo al Dirigente Scolastico Prof. Alberto Ruggirello e, soprattutto, al Professore di Tecnologia Prof. Sergio Falbo la nostra piena solidarietà e vicinanza, ringraziandolo per il sangue freddo e il senso di responsabilità dimostrati in una situazione potenzialmente molto più grave. Un pensiero va anche agli studenti, alle famiglie e al personale scolastico che hanno vissuto, e continueranno a vivere ancora, momenti di forte tensione e turbamento”.
Il sindaco esprime anche “un sentimento di vicinanza (e non di giudizio o di condanna) anche al piccolo 11enne e alla famiglia che attraversa un momento di grande difficoltà. A tutti loro – aggiunge – sarà diretto il giusto supporto, da parte dei Servizi Sociali comunali, che possa sostenerli nelle esigenze necessarie ad affrontare e superare le difficoltà di vita quotidiana”.
“Quanto accaduto ci impone, però, una riflessione seria sul ruolo educativo della famiglia, della scuola, delle istituzioni e della società nel suo complesso. È necessario rafforzare ogni azione volta alla prevenzione del disagio giovanile, alla promozione della cultura del rispetto e all’uso consapevole degli strumenti digitali e dei social network. L’Amministrazione Comunale conferma la propria disponibilità a collaborare con la dirigenza scolastica, le forze dell’ordine e tutti i soggetti coinvolti per sostenere la comunità scolastica e promuovere percorsi educativi e di sensibilizzazione rivolti ai più giovani”.
“Di fronte a episodi come questo, – conclude – la risposta deve essere unitaria: educare al dialogo, al rispetto delle regole e alla non violenza, affinché la scuola continui a essere un luogo sicuro di crescita, formazione e confronto civile”.