Saline di Trapani, il Mulino della Salina Galia Canino rinasce e apre al pubblico con Le Vie dei Tesori
Grazie a un accordo di collaborazione tra il WWF Italia Ente Gestore della Riserva, la Fondazione Le Vie dei Tesori e i proprietari della Salina Galia, che rende possibile nelle giornate di oggi e domani la visita del Mulino della Salina Galia Canino. Il mulino, situato all’interno della Riserva, è stato recentemente recuperato grazie alle risorse del PNRR, con una compartecipazione dei proprietari. Un intervento particolarmente importante perché consente di salvaguardare e mantenere nel territorio delle saline storia e identità. La tutela della Riserva riguarda anche questo paesaggio, risultato di una relazione secolare tra uomo e ambiente e il patrimonio storico e architettonico legato alla produzione del sale – i mulini, le vasche, gli edifici si salina– costituiscono una componente essenziale dell’identità di questo territorio. Proprio per questo, negli anni l’Ente Gestore della Riserva ha cercato di favorire iniziative finalizzate al recupero e alla conservazione di questo patrimonio culturale e paesaggistico. In occasione delle opportunità offerte dal PNRR, la Riserva ha promosso la misura tra i proprietari delle saline, organizzando incontri, momenti di confronto e scambio, con l’obiettivo di favorire la presentazione di progetti per il recupero dei mulini all’interno dell’area protetta. Sono state così avviate diverse proposte progettuali per il recupero di alcuni mulini presenti all’interno della Riserva.
Non tutte, sono giunte alla fase della realizzazione, alcune hanno comunque completato il percorso autorizzativo senza che, successivamente, si concretizzasse l’intervento. Il Mulino della Salina Galia rappresenta quindi, ad oggi, l’unico intervento di recupero effettivamente realizzato nell’ambito di questa opportunità. Salvaguardare questo patrimonio significa conservare la memoria del paesaggio delle saline e tramandare la storia di un’attività produttiva che ha contribuito nei secoli a modellarlo. I mulini erano delle vere e proprie macchine ecologiche, alimentate esclusivamente dalla forza del vento e indispensabili per il funzionamento della salina.
Alcuni erano utilizzati per movimentare l’acqua, attraverso la vite o spira di Archimede, che consentiva di sollevare l’acqua da un livello più basso a uno più alto; altri servivano invece a macinare il sale dopo la raccolta, attraverso grandi macine in pietra. Fondamentale era il ruolo del mulinaro, che durante il periodo produttivo doveva governare il mulino, orientandolo in funzione della direzione e dell’intensità del vento. Sulle sei pale del mulino venivano stese le caratteristiche vele bianche di cuttunina, che, oltre ad avere una funzione essenziale per il suo funzionamento, contribuivano a rendere ancora più suggestivo e unico il paesaggio delle saline.
I mulini erano dunque perfettamente integrati nel ciclo produttivo e nel paesaggio, uno straordinario esempio di come, nel corso dei secoli, l’uomo abbia saputo utilizzare le risorse naturali – il sole, il vento e il mare – costruendo quel particolare equilibrio tra attività umana e ambiente che ancora oggi caratterizza le saline trapanesi. Oggi e domani, grazie a Le Vie dei Tesori e alla disponibilità dei proprietari della Salina Galia, sarà possibile visitare il Mulino della Salina Galia attraverso il sistema di prenotazione de Le Vie dei Tesori. “La tutela del patrimonio della Riserva – sottolinea Silvana Piacentino, Direttrice della Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco – significa anche custodire la storia e l’identità del paesaggio.
I mulini sono parte integrante delle saline e raccontano un rapporto secolare tra uomo e natura. Per questo, come Ente Gestore, negli anni abbiamo cercato di favorire le opportunità di recupero. Vedere oggi il Mulino della Salina Galia restaurato è un risultato importante, il nostro auspicio è che possa aprire la strada al recupero di altri mulini ancora presenti nella Riserva” L’adesione a Le Vie dei Tesori diventa così anche un’occasione per ricordare che tutelare la Riserva significa anche proteggere la biodiversità, ma anche custodire e tramandare il patrimonio storico, culturale, identitario e produttivo che ha dato forma e identità a questo territorio.
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