Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco: “un equilibrio fragile messo a dura prova”

Redazione Prima Pagina Trapani

La Riserva Naturale Orientata “Saline di Trapani e Paceco” sta attraversando una situazione estremamente critica. In diversi punti, osservando dall’alto, il sistema delle vasche appare comeuna laguna, molte zone risultano completamente allagate, così come le strutture e gli interventirealizzati negli anni per la tutela degli habitat e delle specie. Gran parte degli argini delle saline èoggi sommersa.I produttori di sale non ricordano livelli d’acqua così elevati né una persistenza così prolungatadelle alte maree.

Nelle ultime settimane, la forza del mare è stata evidente lungo tutta la fasciacostiera. Dopo una settimana di sopralluoghi, il quadro che emerge è drammaticamentepreoccupante: gli allagamenti diffusi hanno compromesso porzioni significative del sistemaprotetto, con danni al sistema delle saline che incidono sugli habitat, sulla biodiversità e sugliinterventi di tutela realizzati nel tempo.Particolarmente critica è la situazione dei litorali prospicienti la Riserva, soprattutto nei trattimaggiormente esposti alla forza del mare.

L’erosione costiera è evidente e coinvolge le arginaturedelle saline più prossime alla linea di costa, nel tratto compreso tra Ronciglio e Nubia. In quest’arearisultano danneggiati anche gli interventi di conservazione della popolazione di Calendulamaritima, dal Ronciglio fino alla Calcara, compromettendo azioni di tutela che hanno richiesto annidi lavoro e investimenti.

L’azienda Sosalt, a seguito dei sopralluoghi effettuati con l’Ente Gestore della Riserva, ha segnalato una condizione di alta marea con livelli mai registrati prima nell’area, protrattasi per un periodo insolitamente lungo rispetto ai normali cicli di marea. Questa persistenza ha favorito ingressionimarine continue e un sovraccarico del sistema idraulico a danno degli argini in tufo delle vasche edei canali.

Le conseguenze di quanto sta accadendo – la cui natura e dinamica richiedono ulterioriapprofondimenti – incidono direttamente sugli habitat della Riserva e, allo stesso tempo, sulcomparto produttivo. Nelle saline, tutela ambientale e salicoltura rappresentano due elementiimprescindibili: il delicato equilibrio che garantisce la conservazione della biodiversità è ilmedesimo che consente la produzione del sale. Quando questo equilibrio viene compromesso,risultano colpiti con pari gravità sia il patrimonio naturale sia un’attività economica storica che dasecoli caratterizza il territorio trapanese.Tuttavia, il quadro locale si inserisce in un contesto più ampio.

Le zone umide costiere mediterraneesono tra gli ecosistemi maggiormente esposti agli effetti combinati dell’innalzamento del livello delmare e dell’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi. Analogamente, i piùrecenti rapporti dell’ISPRA evidenziano come le aree costiere basse della Sicilia siano sempre piùesposte a fenomeni di erosione e ingressione marina. Le criticità riscontrate potrebbero esserericonducibili all’evento meteomarino recente, ma potrebbero anche derivare dall’interazione tra piùfattori: cambiamenti climatici, pressioni antropiche, trasformazioni del territorio, assettiinfrastrutturali e dinamiche costiere che nel tempo hanno inciso sull’equilibrio del sistema.

Solo una visione integrata, che metta in relazione l’area protetta con il contesto territoriale circostante, puòridurre le vulnerabilità e mitigare fenomeni destinati a intensificarsi.Le saline costituiscono una zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione diRamsar. La loro compromissione comporterebbe effetti rilevanti sul piano ambientale, economico esociale: perdita di habitat e biodiversità, riduzione dell’attrattività dell’area, impoverimento delpatrimonio culturale e produttivo e aumento dei costi pubblici per la gestione di un sistema piùfragile.“Quello che stiamo osservando – dichiara la Direttrice della Riserva – non è soltanto un eventostraordinario, ma il segnale di una fragilità crescente di un sistema complesso e delicato.

Le salinenon sono solo un sito produttivo, ma un ecosistema unico in cui ambiente, economia e paesaggioconvivono in equilibrio da secoli. Se si altera questo equilibrio, ne risentono contemporaneamentebiodiversità, attività produttiva e sicurezza del territorio. È necessario un approccio integrato estrutturale, che guardi oltre l’emergenza e metta al centro la resilienza del sistema nel suo insieme.”In allegato, documentazione fotografica e cartografica dello stato dei luoghi.