​Riserva dello Zingaro, riapre l’ingresso nel versante di San Vito Lo Capo

Redazione Prima Pagina Trapani

Sarà riaperto domani, sabato 9 maggio, l’ingresso della Riserva naturale dello Zingaro nel versante di San Vito Lo Capo, a quasi un anno dall’incendio che ha distrutto circa 1600 ettari di vegetazione. Contestualmente, torneranno pienamente fruibili l’intero sentiero costiero e il sentiero di mezza costa.

La riserva naturale, che ha celebrato qualche giorno fa i suoi 45 anni di vita, da domani sarà quindi nuovamente percorribile da parte di escursionisti e visitatori.

“I lavori di consolidamento, affidati alla ditta specializzata D’Agaro e coordinati con il supporto di esperti geotecnici e tecnici per la sicurezza, hanno garantito – è riportato in una nota diffusa oggi – il ripristino delle condizioni di sicurezza necessarie per la libera circolazione dei visitatori lungo i sentieri principali della Riserva che consentono di godere della bellezza di una delle aree della Sicilia più amate da turisti e visitatori. Gli interventi sono stati possibili grazie ad un finanziamento di un milione cento mila euro di cui – si legge – 945.250 derivano da fondi del Ministero dell'Interno e 154.750 da fondi comunali” di San Vito Lo Capo.

La Riserva naturale orientata dello Zingaro è stata la prima area naturale protetta in Sicilia, istituita nel 1981 a seguito della cosiddetta “Marcia dello Zingaro” del 18 maggio 1980, la mobilitazione popolare – ricorda la nota – per fermare un progetto di strada costiera che ne avrebbe deturpato per sempre la bellezza selvaggia del territorio. Affacciata sulla costa tirrenica tra i paesi di San Vito Lo Capo e Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, si estende per circa 10 chilometri di costa frastagliata e incontaminata.

È un paradiso per gli amanti del trekking e della natura: un susseguirsi di sentieri che si affacciano su scogliere a picco sul mare, calette di ciottoli bianchi e acque cristalline (come Cala Tonnarella dell’Uzzo, Cala dell’Uzzo, Cala Marinella e Cala Beretta), e un entroterra ricco di biodiversità con specie rare di orchidee selvatiche, fauna tipica come il falco pellegrino e l’aquila del Bonelli, e resti di antichi insediamenti rurali e tonnare”.