Ponte Verderame, Ciminnisi: “Quattro anni di inerzia e ora il rischio di perdere i finanziamenti”
«Quattro anni. Tanto è passato dall’alluvione del 2022 a Salinagrande che ha gravemente danneggiato e reso intransitabile il ponte sul torrente Verderame, collegamento strategico tra Paceco e Misiliscemi. Quattro anni di inerzia amministrativa che oggi presentano un conto salatissimo: il rischio concreto di perdere i finanziamenti regionali destinati alla ricostruzione».
Lo afferma la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, che lancia un duro atto d’accusa nei confronti del Governo regionale.
«Parliamo di un’opera che la Regione avrebbe già dovuto cantierare. Invece siamo arrivati a ridosso della scadenza di rendicontazione fissata al 31 dicembre 2026 senza che i lavori siano nemmeno partiti. È evidente a chiunque che non esistono più i tempi tecnici per avviare, completare l’intervento e rendicontare le spese entro quella data. Siamo davanti all’ennesimo fallimento della macchina amministrativa regionale e del Governo Schifani».
La deputata sottolinea la necessità di un intervento immediato per evitare il peggio: «Di fronte a questa situazione, il Governo regionale deve smetterla con gli annunci e attivarsi subito per individuare fonti di finanziamento alternative. Non farlo significherebbe certificare l’abbandono definitivo di un’infrastruttura fondamentale per il territorio».
Ciminnisi evidenzia anche le pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini: «Da quattro anni questo importante collegamento tra Misiliscemi e Paceco è interrotto, con disagi enormi per residenti, lavoratori e imprese. Una situazione già insostenibile, resa ancora più critica dai recenti lavori sulla statale 115 che stanno aggravando la viabilità dell’intera area».
«Il tempo della propaganda è finito – conclude Ciminnisi –. I cittadini non possono più aspettare né tollerare ritardi, rimpalli di responsabilità e promesse vuote. Servono atti concreti, immediati e risolutivi. La Regione dimostri, se ne è ancora capace, di essere all’altezza del proprio ruolo».
Nota Stampa