Le parole del Presidente del LCC di Trapani Quinci in occasione degli 80 anni dello Statuto Speciale siciliano

Redazione Prima Pagina Trapani

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

"Ottant'anni che si fanno sentire, portati male, con troppe incertezze, con l'incapacitàpolitica e storica di costruire una Sicilia moderna, efficiente ed efficace, puntandosullo Statuto Speciale. Uno strumento che poneva la sfida del cambiamento, collettivae condivisa. Ma anche ottant'anni che continuano a segnare un percorso di crescitache può essere seguito, con impegno politico, con spirito unitario. Lo Statuto rimaneun punto di riferimento. Nonostante tutto sa ancora parlare al nostro futuro.

Va letto,studiato, collegato al nostro tempo. Ma prima ancora va rispettato. Spesso leistituzioni siciliane si sono girate dall'altra parte, allontanando anche le nostrecomunità. Lo Statuto rappresenta una Sicilia che non è mai nata. Certo, sono stati fattitanti passi avanti, ma il sistema dell'autonomia è rimasto fragile, contraddittorio,condizionato da scelte politiche che si sono sviluppate altrove. Lo Statuto vaapplicato ed invece le dinamiche di governo e parlamentari dell'Isola hanno assunto,più volte, la scorciatoia delle decisioni compromissorie.

La forma, le norme, hanno ildiritto-dovere di trasformarsi in scelte sostanziali, in scelte di campo con riscontriconcreti per le comunità, senza posizioni ambigue. In queste ore di riflessione e diriconoscimento per il nostro Statuto abbiamo registrato l'ennesimo passo falso.L'articolo 15 dello Statuto sottolinea e ribadisce il ruolo centrale nell'ordinamentodegli enti locali siciliani dei Liberi Consorzi Comunali, ma è un ruolo che vienenegato dall'Assemblea regionale siciliana. La bocciatura della norma sullo statusdegli amministratori degli Enti di Area Vasta ha sicuramente un effetto negativo realefacilmente verificabile, ma è soprattutto simbolica.

Si tratta di un messaggio forte echiaro: non c'è la volontà di dare spazio ed agibilità istituzionale e politica ai LiberiConsorzi. Le ex Province regionali vengono tenute in un limbo che porterà al loroprogressivo fallimento. Da tempo abbiamo indicato i punti critici: tante funzioni erisorse insufficienti, nessuna risposta sui decreti attuativi, assoluta incertezza nellagestione del personale, difficoltà a fare sintesi come Enti di coordinamento e nonultimo l'indifferenza alla dignità dello status degli amministratori che sono chiamati asvolgere la loro attività istituzionale pagandola di tasca propria.

Celebriamo dunquegli ottant'anni del nostro Statuto ma proviamo ad averne riguardo, ad onorare lanostra autonomia assumendoci la responsabilità di applicarlo in tutte le sue parti.Basta leggerlo ed essere conseguenti: liberi nel pensiero e pronti nell'azione".