​Lavoro, nuovi bonus per giovani e donne: sgravi fino a 800 euro al mese

Redazione Prima Pagina Trapani

Nuovi incentivi per favorire le assunzioni stabili di giovani, donne e disoccupati di lungo periodo. Sono alcune delle principali misure introdotte dal decreto-legge n. 62 del 30 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il 1° maggio. Il provvedimento interviene anche su salari e lavoro attraverso le piattaforme digitali.

Per le aziende che assumono a tempo indeterminato donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi è previsto un esonero del 100% dei contributi previdenziali per due anni, entro un massimo di 650 euro al mese. Nelle regioni comprese nella Zes unica per il Mezzogiorno, tra cui la Sicilia, il limite può raggiungere 800 euro mensili.

Un'altra agevolazione riguarda gli under 35 disoccupati da almeno due anni. Anche in questo caso l'obiettivo è favorire contratti a tempo indeterminato, con incentivi rafforzati in diverse regioni del Centro-Sud. Un'ulteriore misura è rivolta alle piccole imprese fino a dieci dipendenti che stabilizzano lavoratori con più di 35 anni rimasti a lungo senza occupazione.

Gli sgravi non sono però automatici. L'assunzione deve determinare un effettivo aumento del numero degli occupati e sono previste condizioni anche rispetto ai licenziamenti effettuati dall'impresa nei mesi precedenti.

Il decreto interviene inoltre sulla trasparenza delle retribuzioni e sulla contrattazione collettiva. L'accesso agli incentivi viene collegato all'applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, mentre vengono introdotti nuovi strumenti per monitorare contratti e livelli salariali.

Novità anche per rider e altri lavoratori delle piattaforme digitali. Il provvedimento rafforza le tutele nei casi in cui l'organizzazione del lavoro attraverso algoritmi presenti elementi di controllo e direzione da parte della piattaforma e introduce sanzioni per alcune irregolarità, dalla cessione degli account alla mancata formazione sulla sicurezza.

Il decreto è stato successivamente convertito, con modificazioni, nella legge n. 112 del 25 giugno 2026.