Italia Nostra Trapani punta a recuperare la Casa della Fanciulla e l’Ospizio Marino
“Salviamo la Casa della Fanciulla e l'Ospizio Marino” è l’appello lanciato dalla sezione trapanese di Italia Nostra, con un convegno in programma giovedì 28 maggio, alle ore 17.30, nella sala grande del Complesso San Domenico, a Trapani.Italia Nostra chiede che siano restituiti alla città e alla fruizione, due edifici storici che da parecchi anni sono in condizioni di assoluto degrado, tra l’isola di Ronciglio e il centro storico di Trapani.
«L’Ospizio Marino e la Casa della Fanciulla, negli ultimi anni sono stati vandalizzati più volte, depredati e parzialmente incendiati; inoltre, all’interno della Casa della Fanciulla è crollata una porzione di tetto e sono state accumulate ingenti quantità di rifiuti e sfabbricidi», ricorda il presidente di Italia Nostra Trapani, Antonio Pellegrino, che lo scorso settembre aveva denunciato questa grave situazione in una lettera al Prefetto, al Sindaco di Trapani e alla Soprintendenza ai Beni culturali; a quella segnalazione, seguono ora le proposte di Italia Nostra Trapani.
«L’obiettivo è la rigenerazione e il riutilizzo di questi edifici, rispettando la loro storia e aprendoli alla collettività, per restituire ai cittadini il diritto alla bellezza e alla memoria, – precisa Pellegrino – ma è opportuno che la Regione ripiani gli eventuali debiti e ripristini i due immobili per affidarli all’Ente più prossimo che potrà curarne la gestione».
Nel dettaglio, si ipotizza un centro di relazioni sociali nella Casa della Fanciulla, mentre l’Ospizio Marino, per la sua ubicazione, potrebbe essere sfruttato dal Consorzio universitario nell’ambito di corsi come Biologia marina.
«La proposta del recupero, meglio riuso adattivo, dei due edifici storici è un atto culturale e di civiltà. È un voler dimostrare – evidenzia l’architetto Maria Antonietta Castagna, vice presidente di Italia Nostra Trapani – che la bellezza e la memoria dei nostri luoghi non vanno museificate, né abbandonate, ma abitate e reinventate. Un vecchio edificio, non è ‘vuoto a perdere’, ma scrigno di memoria che aspetta solo di tornare ad abitare il presente».
Il tema del convegno sarà approfondito attraverso gli interventi di tecnici e politici locali. Di seguito, il programma dei lavori.
Saluti
Filippo De Vincenzi, Consigliere delegato del Luglio Musicale Trapanese
Giacomo Tranchida, Sindaco di Trapani
Antonio Pellegrino, Presidente di Italia Nostra Trapani
Coordinamento lavori
Ermanno La Commare
Interventi
Giacomo Tranchida, già medico di famiglia: “Aspetti storici e giuridici”
Caterina Popolano, operatrice turistica e scrittrice: “Assetto attuale e potenzialità”
Esempi virtuosi: due storie di successo - video autoprodotto
Concetta M. Messina, direttore Istituto di Biologia Marina, Consorzio Universitario Provincia di Trapani: “Interazioni tra ricerca scientifica e territorio per la promozione della sostenibilità”
Gildo la Barbera, commercialista e consulente per lo sviluppo locale: “Ipotesi per l'inserimento delle strutture immobiliari nel contesto dello sviluppo e della coesione territoriale della Sicilia occidentale”
Interventi programmati
Sono stati invitati: il Prefetto di Trapani, Daniela Lupo, il Vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, il Soprintendente ai BB.CC.AA. di Trapani, Riccardo Guazzelli, nonché i deputati regionali Giuseppe Bica, Cristina Ciminnisi, Stefano Pellegrino, Dario Safina, Mimmo Turano.
CENNI STORICI DEI DUE EDIFICI
La Casa della Fanciulla, sita in via Orfane, fu edificata nel XVI secolo per volere dal barone Giacomo Ravidà che fu Giurato del Senato di Trapani dal 1584 al 1589. Nel 1712, la “fabbrica” fu ampliata su progetto di Giovanni Biagio Amico, che intervenne, soprattutto, nel ridisegno della chiesa. L’edificio, un intero isolato, è costituito da convento, chiesa e giardino. Per secoli è stato la sede di una fondazione assistenziale per “ragazze nubili prive di dote e di tutela familiare”. Nel secondo dopoguerra, fu concesso in locazione al comune di Trapani e per alcuni decenni, fu sede degli uffici dell’Assessorato ai Servizi Sociali e di una sezione comunale di scuola per l’infanzia. Nel 2003 la “Casa della Fanciulla” fu chiusa definitivamente e cooptata dall’IPAB ’Residence Marino”.
L’Ospizio Marino fu costruito tra le saline e il mare con i fondi di una ingente donazione di Antonio Sieri Pepoli “per ospitare i bambini poveri affetti da malattie curabili con i bagni di mare”. I lavori furono ultimati nel 1915. La grande costruzione (circa 5000 mq) è sita al centro di un grande parco, su un isolotto di circa 5 ettari. All’Ospizio, per oltre 70 anni, il Consiglio di Amministrazione si è occupato di bambini; in seguito l’edificio fu trasformato in casa di cura per anziani e nel 2014 in centro di accoglienza straordinario per immigrati. Dal 2015 il bene è stato gestito da vari commissari nominati dalla Regione Sicilia e nel 2016, a causa della situazione finanziaria fortemente debitoria, il commissario pro tempore applicò la procedura di estinzione dell’Ipab, ancora in corso.