Interruzione Volontaria di gravidanza, Safina: “La Consulta non boccia la nostra legge”
“La sentenza della Corte costituzionale chiarisce un punto fondamentale: la norma che abbiamo voluto e approvato in Ars sull’assunzione del personale sanitario non obiettore nelle strutture pubbliche siciliane non viene bocciata, ma semplicemente interpretata nel senso più coerente con la Costituzione”.Così il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina interviene dopo il deposito della sentenza n. 42, che ha esaminato l’impugnativa del Governo nazionale contro l’articolo 3 della legge siciliana n.
23 del 2025 da lui proposto e sostenuto.“La Consulta - prosegue Safina - con una sentenza interpretativa di rigetto ha chiarito che la norma deve essere letta in modo costituzionalmente orientata: cioè come una norma organizzativa, finalizzata a garantire il funzionamento delle aree dedicate all’interruzione volontaria di gravidanza”.Secondo il deputato, il cuore della decisione è proprio questo: “La legge resta pienamente valida ed efficace e resta fermo l’obbligo per il sistema sanitario regionale di assicurare concretamente il servizio”.Safina sottolinea infatti come la sentenza indichi con chiarezza gli strumenti da utilizzare: “La Corte richiama esplicitamente la possibilità di ricorrere alla mobilità del personale e, soprattutto, alle convenzioni: sia con specialisti ambulatoriali, sia con strutture sanitarie convenzionate.
Sono strumenti già previsti dall’ordinamento e perfettamente idonei a colmare le carenze di organico determinate dall’obiezione di coscienza”.Da qui la richiesta immediata all’Assessorato regionale alla Salute: “Adesso non ci sono più alibi. Chiediamo che vengano immediatamente predisposti i decreti attuativi per istituire, laddove ancora non esistano, le aree funzionali dedicate all’IVG all’interno delle unità operative di ginecologia e ostetricia. Allo stesso tempo, è necessario attivare tutte le forme di reclutamento previste – mobilità e convenzioni – per garantire personale adeguato”.Il deputato dem evidenzia anche il valore politico della decisione: “Questa sentenza dimostra che avevamo ragione: la nostra legge non limita diritti, ma li rende effettivi.
In un contesto in cui l’obiezione di coscienza è ampiamente tutelata, è dovere delle istituzioni assicurare che il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza sia realmente esercitabile”.Infine, l’affondo nei confronti del Governo Meloni e del suo centrodestra: “Ancora una volta assistiamo a un’impugnativa ideologica. Si interviene non sulla base dell’effettiva lesione dei diritti, ma in funzione di una visione politica precostituita. È la dimostrazione che una forma di autonomia differenziata esiste già nei fatti: si colpiscono selettivamente ed esclusivamente le leggi che non si condividono, a prescindere dal loro contenuto e dagli effetti sui cittadini”.“Adesso si passi dalle polemiche ai fatti.
La Sicilia ha una legge valida, legittima e chiara: va applicata subito per garantire un diritto fondamentale delle donne. Infine non posso che esprimere la mia soddisfazione per il chiarimento fornito dalla Corte su una legge su cui ho lavorato sin dal mio insediamento in Ars e di cui sono primo firmatario”, conclude Safina.
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