Inquinamento idrico a Trapani. “I giorni passano, l’acqua non arriva e nemmeno le risposte”
“È trascorsa più di una settimana dal vertice convocato dal presidente della Regione, Renato Schifani (per l’emergenza derivata dall’inquinamento nella rete idrica di un’ampia zona di Trapani, ndr). In quella sede, secondo quanto riportato dalla stampa, l’amministrazione comunale aveva indicato come possibile il superamento della crisi nell’arco di circa 15 giorni, compatibilmente con l’esito degli interventi e delle analisi. Nel frattempo, però, tante famiglie trapanesi hanno ancora i contatori chiusi da oltre due mesi”.
Lo evidenzia in una nota il Comitato cittadino spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti”, che riunisce alcune centinaia di cittadini lasciati senza il collegamento alla conduttura idrica, in balia di rifornimenti sostitutivi e pure alle prese con procedure per prenotare autobotti che cambiano da un giorno all’altro. A ciò si aggiungono la confusione e l’incertezza tra carichi di acqua potabile o non potabile.
Questi gravi disagi, in base a una mappa tracciata in seno allo stesso Comitato, sono la quotidianità in decine e decine di abitazioni di via Nicolò Fabrizi, via Livio Bassi (tra via Orlandini e via Dei Mille), via Dei Mille, via Nausicaa (tra via Orlandini e piazza XXI Aprile), via Dalmazia, via Orlandini (tra il lungomare Dante Alighieri e via Livio Bassi), via Riccardo Passaneto, via Nicolò Riccio, via Serraino Vulpitta, via XX Settembre (tra via Orlandini e via Nino Bixio), via Selinunte (tra via Della Pace e via Della Salute), via Passo Enea, via della Pace, via della Salute, Via Tibullo, via Tripoli, via Livio Bassi (tra le vie Bixio e Dei Mille), via Tunisi, via Venere, via Messina (scuola Umberto). Acqua contaminata sarebbe stata riscontrata anche in alcune utenze di via Virgilio e piazza Ciaccio Montalto, nonché in via Marsala in un'utenza all'altezza di Xitta.
Questa mappatura è stata delineata attraverso un gruppo whatsapp che riunisce circa 280 cittadini che vivono il problema.
Nonostante il sindaco Giacomo Tranchida lo ritenga un gruppo “politicizzato”, nella chat del Comitato spontaneo non si parla di politica, ma esclusivamente di aggiornamenti, di autobotti prenotate e mai arrivate, di numeri telefonici cambiati, di segreterie telefoniche intasate di richieste, di speranze di risoluzione dell’emergenza, e anche di possibili iniziative per non essere dimenticati dietro le beghe, quelle sì politiche, di maggioranza, opposizione e Giunta su altri atti.
“Mentre assistiamo a scene da teatro melodrammatico, – prosegue la nota odierna del Comitato spontaneo – i cittadini continuano a vivere con taniche vuote e autobotti in attesa”. E viene rimarcata l’assenza di aggiornamenti da parte dell’amministrazione comunale: “A che punto siamo? Quali interventi sono stati fatti? Quante utenze sono state riaperte? Il termine indicativo dei 15 giorni è ancora realistico?”.
“Non chiediamo favori. Chiediamo acqua. Perché nelle nostre case l’emergenza non è un comunicato stampa: è la vita di ogni giorno. – si legge in conclusione – Trapani aspetta risposte. E soprattutto aspetta l’acqua”.
In copertina, nostra foto: un'autobotte dei vigili del fuoco rifornisce un'utenza in via Nino Bixio.