Giornate FAI d’Autunno, il Faro di Capo San Vito apre le sue porte
C’è un luogo che tutti conoscono per la sua sagoma, per la luce che da oltre un secolo accompagna la navigazione e per il paesaggio che lo circonda. Ma che, proprio perché abitualmente non accessibile al pubblico, conserva ancora oggi un fascino particolare.È il Faro di Capo San Vito, protagonista delle Giornate FAI d’Autunno, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre. Grazie alla collaborazione con il Ministero della Difesa e con lo Stato Maggiore della Marina, il FAI potrà accompagnare i visitatori alla scoperta di questo luogo straordinario, entrando nel cuore di una struttura che continua a svolgere un'importante funzione per la sicurezza della navigazione."La possibilità di aprire il Faro di Capo San Vito è per la nostra Delegazione motivo di grande orgoglio – sottolinea Nicola Adragna, capo della Delegazione FAI di Trapani –.
È un luogo che tutti riconoscono, ma che pochi hanno avuto la possibilità di conoscere davvero dall’interno. Le Giornate FAI ci permettono ancora una volta di trasformare un bene apparentemente familiare in una scoperta: dietro quella luce ci sono storia, tecnologia, lavoro e persone. Ed è proprio questo il senso delle nostre iniziative: creare un rapporto più consapevole tra i cittadini e il patrimonio che li circonda".UNA VISITA, DUE ESPERIENZEIl percorso di visita è articolato in due momenti.La prima parte si svolge nell’area alla base della torre, accessibile anche alle persone con disabilità motorie.
Qui gli addetti della Marina Militare illustreranno gli strumenti utilizzati nel corso del tempo per il funzionamento del faro e racconteranno gli aspetti storici e tecnici legati alla struttura.La seconda parte conduce invece alla sommità della torre, dove si trova la lente del faro. Per raggiungerla è necessario affrontare circa 200 gradini lungo una scala a chiocciola. La salita prevede alcune brevi soste, ma è sconsigliata a chi soffre di claustrofobia o vertigini, alle persone con difficoltà motorie e ai cardiopatici.
L’accesso alla torre non è inoltre indicato per bambini piccoli e animali, anche di piccola taglia.In caso di condizioni meteorologiche avverse o comunque non idonee, le visite potranno essere sospese o interrotte.UN FARO CHE RACCONTA LA STORIA DELLA NAVIGAZIONEIl Faro di Capo San Vito è uno dei simboli più riconoscibili della cittadina e del territorio trapanese. La sua torre raggiunge i 43 metri sul livello del mare e la sua luce può arrivare a oltre venti miglia marine, rendendolo uno dei fari più importanti della Sicilia.Il faro e il fanale sono gestiti dal Comando Zona Fari della Marina Militare di Messina, attraverso la Reggenza Fari e Segnalamenti marittimi di San Vito Lo Capo.IL RUOLO FONDAMENTALE DEGLI STUDENTIUn ruolo centrale nelle Giornate FAI sarà affidato agli Apprendisti Ciceroni, gli studenti che accompagneranno i visitatori nel percorso di conoscenza del bene.Le visite saranno curate dagli studenti degli Istituti Comprensivi Ciaccio Montalto e Nunzio Nasi di Trapani, Radice-Fermi di Custonaci e San Vito Lo Capo, dell’Istituto Superiore Sciascia-Bufalino di Erice e dell’I.I.S.
Ignazio e Vincenzo Florio di Erice.Per i ragazzi sarà un’occasione per trasformare lo studio in esperienza e diventare, per un fine settimana, narratori del patrimonio del proprio territorio.UN GESTO CONCRETOLe Giornate FAI d’Autunno sono anche un’importante occasione di raccolta fondi a sostegno delle attività della Fondazione. Partecipare alle visite con una donazione significa contribuire concretamente alla missione del FAI, impegnato ogni giorno nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.In caso di particolare affluenza, l’accesso al luogo potrebbe non essere garantito.
Gli iscritti al FAI e coloro che sceglieranno di iscriversi direttamente sul posto avranno diritto all’accesso prioritario, secondo le modalità previste per l’iniziativa.Il Faro di Capo San Vito apre così, per due giorni, un capitolo normalmente nascosto della propria storia. Un’occasione per guardare da vicino quella luce che, da 167 anni, indica la rotta a chi naviga e che oggi può diventare anche il punto di partenza per conoscere meglio un pezzo importante del patrimonio del nostro territorio.