Fuoco a Montagna Grande, nella notte presidiati ovili e case in contrada Ardigna
Oggi alle 7.30 le operazioni aeree sono riprese a pieno regime a Montagna Grande, per spegnere gli ultimi fronti di fuoco ancora attivi, residui dell’incendio divampato ieri intorno alle 15.
L’emergenza è scattata quando le torrette di avvistamento del Corpo Forestale hanno individuato i primi focolai nella zona di Casal Monaco. In pochissimo tempo, alimentato dalle alte temperature e dal vento forte, le fiamme si sono propagate per oltre due chilometri, spingendosi verso il demanio forestale e minacciando direttamente la frazione di contrada Ardigna e la zona di Fulgatore.
Le fiamme hanno lambito diverse proprietà rurali, costringendo i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Trapani e le squadre della Forestale a un massiccio dispiegamento di forze a protezione di case e ovili. Nel tardo pomeriggio, un elicottero dell'ottantaduesimo Centro SAR dell'Aeronautica Militare, decollato dalla base di Trapani-Birgi, ha effettuato dieci lanci strategici scaricando diecimila litri d'acqua sulle zone più impervie prima del tramonto. E almeno altrettanti sono stati effettuati da due canadair e un altro elicottero di supporto.
Con il calare della notte e il rientro dei mezzi aerei, il presidio è rimasto interamente in mano alle squadre di terra per contenere i focolai, sia a protezione delle abitazioni e degli ovili, sia per evitare la propagazione del rogo verso Ardignotta e Polizo.
Stamattia, tre elicotteri della flotta regionale dell’Aeronautica, denominati Falco 1, Falco 3 e Falco 7, sono tornati in volo su Montagna Grande, insieme a tre canadair provenienti dalla base di Lamezia Terme. Per velocizzare le operazioni di contenimento, i piloti stanno effettuando i rifornimenti di acqua direttamente in mare, nella zona compresa tra il porto di Trapani e Nubia.
La situazione resta costantemente monitorata per procedere alla bonifica completa della vegetazione distrutta, che riporta alla memoria il devastante precedente del 2020.