Evasione dal carcere di Trapani, “cattura rapida grazie alla Polizia penitenziaria: basta emergenze”
“La tempestiva cattura del detenuto evaso domenica durante un accompagnamento sanitario dimostra, ancora una volta, la straordinaria professionalità, il senso del dovere e lo spirito di appartenenza della Polizia Penitenziaria”. Lo afferma il segretario provinciale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Gaspare D’Aguanno, all'indomani della fuga di un palermitano al suo arrivo nell’area di emergenza dell’ospedale Sant’Antonio Abate; un’evasione che è durata poche ore e si è conclusa con l’arresto del fuggitivo nella vicina Via Europa, alle falde di Monte Erice.
“Il primo sentimento è di sincera gratitudine e di profondo apprezzamento nei confronti di tutto il personale della Casa circondariale di Trapani. – scrive D’Aguanno – Agli agenti in servizio e, soprattutto, ai tanti colleghi liberi dal servizio che, senza alcuna esitazione, hanno immediatamente raggiunto il Reparto per prendere parte alle ricerche dell'evaso. La loro risposta è stata esemplare e testimonia il forte spirito di corpo che anima le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria. Compattezza, solidarietà, professionalità e capacità operativa hanno consentito di assicurare nuovamente il detenuto alla giustizia in tempi rapidissimi”.
Per D'Aguanno, il risultato ottenuto assume un valore ancora maggiore “se si considera la grave carenza di organico che continua a penalizzare il carcere di Trapani. Una situazione ormai non più sostenibile, rispetto alla quale il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria devono intervenire senza ulteriori rinvii”.
Il SAPPE evidenzia che l'episodio ripropone con forza una criticità ormai strutturale del sistema penitenziario. “Le traduzioni per visite mediche, ricoveri e accertamenti sanitari esterni continuano ad assorbire quotidianamente decine di appartenenti alla Polizia Penitenziaria, sottraendo personale ai servizi di sicurezza interna degli istituti. È un meccanismo che aggrava una situazione già compromessa da organici insufficienti, sovraffollamento e crescente complessità della gestione detentiva”.
Per il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, “questa vicenda conferma la fondatezza delle nostre denunce. Da anni sosteniamo che la soppressione della sanità penitenziaria e il trasferimento della gestione sanitaria alle Aziende Sanitarie Locali hanno prodotto gravi ricadute sull'organizzazione del servizio e sulla sicurezza. Occorre ripensare il sistema, individuando soluzioni che garantiscano il diritto alla salute dei detenuti senza depauperare quotidianamente le risorse operative della Polizia Penitenziaria. La sicurezza non può continuare ad essere la variabile dipendente di un modello che ha mostrato tutti i suoi limiti”.
È diverso il quadro delineato dal presidente provinciale di Fratelli d’Italia Trapani, Maurizio Miceli, intervenuto in merito a un altro episodio avvenuto sabato scorso. Si tratta della denuncia di due minori che avrebbero tentato, dall’esterno, di introdurre degli involucri in carcere; involucri dal contenuto solo presunto, perché non sono stati recuperati.
Miceli esprime però “il plauso alla Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale ‘Pietro Cerulli’ per l’operazione che ha consentito di sventare il tentativo di introdurre dall’esterno telefoni cellulari e sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto” e stollinea come “l’immediato intervento degli agenti, culminato nell’individuazione, nell’inseguimento e nella denuncia di due soggetti, conferma l’elevato livello di attenzione e di professionalità con cui il Corpo opera quotidianamente per garantire la sicurezza degli istituti penitenziari.
Questi episodi dimostrano come il contrasto ai tentativi di far entrare materiale illecito nelle carceri richieda una vigilanza costante e personale preparato. Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha già dato segnali concreti di attenzione nei confronti della Polizia Penitenziaria, intervenendo sul rafforzamento degli organici, delle risorse e delle condizioni operative del Corpo. È una direzione che va sostenuta e proseguita con determinazione, perché le sfide che gli operatori affrontano quotidianamente impongono un impegno costante e ulteriori investimenti, affinché possano svolgere il loro servizio nelle migliori condizioni possibili”.
Il SAPPE, nel proprio documento, lancia un duro richiamo alle istituzioni. “Non servono più analisi, convegni o tavoli tecnici. Le criticità sono note da tempo. Servono decisioni immediate, investimenti concreti e assunzioni straordinarie. Servono regole certe, strumenti adeguati e una chiara volontà politica di restituire autorevolezza allo Stato dentro le carceri. Oggi, troppo spesso, gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria vengono lasciati soli ad affrontare aggressioni, rivolte, incendi, tentativi di evasione e una quotidianità operativa sempre più difficile”.
“Il SAPPE ribadisce che la misura è ormai colma. Non è più accettabile pretendere sacrifici continui da un personale ridotto allo stremo, costretto a garantire sicurezza e legalità con organici insufficienti e turni sempre più gravosi. La brillante conclusione dell'evasione di Trapani dimostra ancora una volta che la Polizia Penitenziaria c'è, risponde ed è all'altezza del proprio compito. Adesso deve essere lo Stato a dimostrare di essere all'altezza della Polizia Penitenziaria, assumendo finalmente decisioni concrete per mettere in sicurezza il sistema penitenziario italiano”.