Distretto Socio Sanitario 50, consegnati 30 telecardiografi agli anziani del progetto PNRR
La tecnologia entra nelle case degli anziani per trasformarsi in uno strumento concreto di prevenzione, monitoraggio e vicinanza. Il Distretto Socio Sanitario 50 ha completato il percorso di distribuzione dei dispositivi previsti dal progetto PNRR dedicato al contrasto dell'istituzionalizzazione degli anziani, consegnando ieri, nella Sala Sodano di Palazzo d'Alì, 30 telecardiografi ai beneficiari.
All'iniziativa hanno preso parte i sindaci dei nove Comuni del Distretto, i rappresentanti degli Ordini professionali, gli operatori sociosanitari e le famiglie coinvolte nel progetto.
La consegna dei 30 telecardiografi quali ulteriori dispositivi a completamento del sistema
sperimentale voluto dal PNRR nell’ambito del programma di telesoccorso e telemedicina di base e finanziato al Distretto Socio Sanitario 50 nel 2025 e portato a compimento nei tempi provisti dal programma nazionale.
Il progetto comprende anche il dispositivo bracciale di telesoccorso e la poltrona assistita già consegnati nei mesi scorsi insieme all’erogazione dell’assistenza Domiciliare SAD tramite personale OSS degli Enti del Terzo settore coinvolti nel programma.
I telecardiografi, assegnati a 30 dei 108 anziani beneficiari partecipanti all’avviso pubblico nell'ambito del progetto, completano così la dotazione tecnologica prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per migliorare la sicurezza, il monitoraggio e la qualità della vita degli anziani parzialmente non autosufficienti che vivono soli e che, da oggi, possono contare su strumenti innovativi.
L'iniziativa non configura un intervento di natura sanitaria e non prevede il coinvolgimento diretto di personale sanitario. Il telecardiografo consente esclusivamente la registrazione del tracciato elettrocardiografico e della frequenza cardiaca, dati che vengono archiviati nella piattaforma dedicata al progetto.
L'anziano, in qualsiasi momento, potrà richiedere l'estrazione dei propri dati, qualora intenda sottoporli alla valutazione del proprio medico curante.
Il progetto si colloca dunque nell'ambito degli interventi sociali di prossimità e prevenzione, complementari e non sostitutivi dell'assistenza sanitaria territoriale.
Nel corso dell'incontro è stato illustrato il funzionamento del nuovo dispositivo, che si inserisce nel più ampio progetto di potenziamento del Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Ad aprire gli interventi i sindaci e amministratori presenti. «Tra i 108 utenti individuati dall'équipe multidisciplinare per la consegna dei dispositivi di domotica e telesoccorso, oggi trenta hanno ricevuto il telecardiografo, uno strumento che si collega a uno smartphone e consente all'anziano di registrare in modo semplice e immediato il proprio elettrocardiogramma. Il tracciato viene conservato nella piattaforma dedicata e può essere estratto dall'utente ogni volta che lo ritenga utile, per essere mostrato al proprio medico di medicina generale.
Si tratta di uno strumento di autonomia e di prevenzione, pensato per accompagnare la persona anziana nella gestione quotidiana della propria salute, senza sostituirsi in alcun modo ai percorsi di cura sanitaria».
Presenti alla presentazione, oltre alle famiglie e anziani coinvolti, il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, gli assessori Giusy Poma e Giuseppe Virzì, l'assessora del Comune di Erice Carmela Daidone, Marilena Cricchio coordinamento del Distretto Socio Sanitario 50. Infine, presente anche il presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Trapani Filippo Mangiapane.
L'attuale fase di sperimentazione rappresenta una prima base da cui muovere per un percorso di collaborazione più strutturato con l'ASP di Trapani. L'idea progettuale originaria, in fase di ideazione del progetto PNRR, prevedeva infatti uno sportello condiviso tra Distretto e ASP, con personale sanitario dedicato alla lettura dei dati raccolti; ipotesi che, in sede di valutazione, non è stata approvata dal Ministero titolare del finanziamento. Il Distretto Socio Sanitario 50 auspica che, a partire dai risultati di questa prima fase, si possa ripresentare io progetto, nelle forme originarie già condivise in tavolo dei sindaci con il Distretto Sanitario, per garantire un percorso qualificato di cura a distanza anche con il coinvolgimento di personale sanitario nell'ottica della medica proattiva delle case di comunità.
Questo rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di assistenza sociosanitaria che il Distretto Socio Sanitario 50 sta sviluppando nei nove Comuni del territorio. Restare vicini alle persone più fragili significa non intervenire soltanto quando emerge un bisogno, ma riuscire ad anticiparlo, attivando azioni di prevenzione e di supporto prima che la situazione diventi critica.
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