​Custonaci. Tornano gli appuntamenti in Biblioteca, primo incontro sull'arte preistorica rupestre

Redazione Prima Pagina Trapani

Ieri pomeriggio a Custonaci, nei locali della “Stalla della Madonna" adiacenti al Santuario, il Gruppo Archeologico Drepanon, associazione nata nel 2006, ha presentato, insieme al testo “L’arte rupestre preistorica in Sicilia“ di Giovanni Mannino, anche il programma delle conferenze e delle escursioni del 2026 (XIX edizione) “ Alla scoperta della Sicilia antica”. 

L'incontro, promosso dal gruppo dei volontari della Biblioteca Comunale, si è articolato tra gli interventi di Giovanni Cesarò, del sindaco Fabrizio Fonte, di Antonella Altese, presidente dell'Associazione trapanese, e la relazione sul testo di Mannino dell'archeologo Antonino Filippi, ispettore onorario del Parco Archeologico di Segesta e direttore scientifico della rivista Archeologia. 

Presentando il libro, frutto delle ricerche archeologiche di una vita intera del Mannino, scomparso nell'ottobre del 2021, Filippi ha messo in evidenza il suo lavoro di mediazione e di raccolta dei cataloghi di Mannino nel 2017, quando questi aveva 88 anni, e ne ha curato la pubblicazione. 

Il testo svela quello che il sindaco ha definito “uno scrigno” di tesori, ossia l'immenso patrimonio rupestre che si concentra soprattutto nella Sicilia occidentale, tra Trapani e Palermo, e in particolare, per la nostra provincia, nei comuni di Erice, Valderice, Custonaci e San Vito lo Capo. Alcune di queste grotte custodiscono pitture rupestri e graffiti, come la più conosciuta Grotta del Genovese, o la grotta del cavallino, tra cala Mancina e El Bahira o erano destinate semplicemente ad insediamento umano come la Grotta Mangiapane. 

"Sicuramente un patrimonio culturale irriproducibile che andrebbe maggiormente tutelato dalla Sovrintendenza da visitatori non interessati", è stata la conclusione di molti partecipanti al termine degli interventi.