​Costruiva esplosivi a Lenzi per spedirli in tutta Italia, arrestato trapanese con 2.108 ordigni

Redazione Prima Pagina Trapani

Avrebbe venduto ordigni esplosivi a elevata potenzialità, mettendo anche in pericolo la sicurezza dei trasporti pubblici con le sue spedizioni, e deve rispondere anche di detenzione illecita di armi.

Sono alcune delle accuse mosse a un trapanese di 40 anni, residente in contrada Lenzi, al confine tra i comuni di Erice e Valderice.

L’uomo è stato arrestato dai carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, che hanno ricevuto la delega della perquisizione personale e domiciliare dello stesso indagato, nell’ambito di un’articolata operazione di polizia giudiziaria, denominata “Last delivery”, condotta dai militari dell’Arma su scala nazionale, coordinata dalla Procura di L’aquila - Direzione Distrettuale Antimafia.

All’esito delle attività condotte anche con il supporto dai nuclei cinofili anti-esplosivi di Palermo e dagli artificieri anti-sabotaggio dei Comandi provinciali di Trapani, Caltanissetta e Agrigento, il quarantenne è stato arrestato in flagranza per i reati di detenzione e fabbricazione illegale di materiale esplodente.

L’attività di perquisizione eseguita dai Carabinieri di Trapani nell’abitazione a Lenzi, ha consentito “l’individuazione di un vero e proprio laboratorio artigianale per la realizzazione di materiale esplodente ad alta potenzialità, nonché una postazione informatica per la commercializzazione tramite chat e web su tutto il territorio nazionale”.

In particolare, sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro: 210 chilogrammi di materiale esplosivo altamente offensivo confezionato in 2.108 ordigni con all’interno un totale di circa 110 kg di polvere esplosiva; 4 sacchi dal peso complessivo di circa 55 kg contenenti polveri varie verosimilmente alluminio, perclorato di potassio, polvere nera e zolfo; diverso materiale di confezionamento composto da tubi di plastica, tappi in plastica e cilindri di cartone; 650 piombini esplosivi di vario calibro; due pistole segnaletiche, una pistola da soft-air e una carabina ad aria compressa.

L’arrestato al termine delle formalità di rito è stato rinchiuso nella casa circondariale di Trapani.

Le investigazioni, in ambito nazionale, avrebbero consentito di raccogliere gravi indizi di reato in ordine alla produzione, compravendita e spedizione, su scala nazionale, di materiale esplodente, consentendo di documentare l’esistenza di una estesa rete di traffici illegali attiva su chat e sul web, utilizzati per la vendita e l’acquisto di artifizi pirotecnici artigianali illegali, armi da fuoco, esplosivi ad alto potenziale distruttivo, detonatori, sostanze stupefacenti e banconote false.

Le spedizioni avvenivano tramite la rete dei corrieri espressi, facendo ricorso a indirizzi di spedizione e consegna fittizi, intestazioni di comodo e utenze telefoniche riconducibili a soggetti estranei, al fine di ostacolare l’identificazione di mittenti e destinatari.

Tra le numerose transazioni documentate, era stato accertato che alcuni ordigni ad alto potenziale distruttivo, acquistati e spediti attraverso tale rete, venivano successivamente utilizzati per la commissione di due gravi azioni intimidatorie: la prima, il 20 giugno 2023 a Formia, ai danni di una frutteria, e la seconda, il 28 luglio 2023 a Roma, ai danni di un centro estetico.