Martina, trapanese bloccata a Milano: «Presidente Musumeci, ci faccia tornare a casa»

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
02 Maggio 2020 13:00
Martina, trapanese bloccata a Milano: «Presidente Musumeci, ci faccia tornare a casa»

Il grido di aiuto che lancia Martina è quello di tanti ragazzi siciliani che vorrebbero rientrare nella propria terra di residenza ma che, alla luce delle nuove disposizioni stabilite dal Governatore della Regione siciliana Nello Musumeci, non potranno farlo fino a nuovo ordine. Martina Failla, ragazza trapanese, vive a Milano dove ha intrapreso gli studi universitari per conseguire, lo scorso Dicembre, la laurea in Fotografia e Arte contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Brera «Sono in quarantena dal 27 Febbraio, dai primi casi noti di Coronavirus in Lombardia perché, da diabetica di tipo 1, sarei maggiormente esposta al rischio.

Alla comunicazione della chiusura della regione avvenuta dopo la mia prima settimana di isolamento, in quel momento ho preferito rimanere a Milano perché sarei stato un facile contagio. Il lungo periodo di quarantena inizia a farsi sentire, sono lontana dalla mia famiglia anche se ho cercato di viverla in maniera più positiva possibile». E la stessa Martina, per tutti i conterranei residenti fuori dalla città natìa, è spesso fonte di distrazione attraverso i propri canali social in cui The Brown Parmigiana (questo il suo nome) racconta in maniera ironica la quotidianità di una siciliana al Nord.

Nei giorni scorsi, infatti, la Failla ha sollevato mediaticamente la personale situazione di disagio in cui, come lei, si trovano tanto altri ragazzi: la risposta è stata immediata, tanto da istituire un canale Telegram che conta circa 60 persone fuori sede in cui si raccontano le proprie esperienze, in cui il comune denominatore è quello che il 21 Maggio rappresenta una data improponibile e fuori da ogni logica. Un impiego da social media manager che adesso non è più redditizio poiché anche le aziende con cui collaborava risentono della crisi si scontra con l'obbligo di dover comunque pagare affitto e bollette.

Inoltre, come se non bastasse, «mi trovo a rischio in casa stessa perché i miei coinquilini sono ritornati a lavoro, quindi soggetti a potenziali contagi». Alla luce di quanto prospettato dal Premier Conte che ha indicato nel 4 Maggio la giornata utile per spostarsi da diverse regioni per casi urgenti e anche per soli ricongiungimenti familiari: «Ho provato ad acquistare i biglietti aerei che mi permettessero di rientrare a casa, ma tutto inutile! Adotterei tutte le contromisure vigenti, dall'autodenuncia alla quarantena isolata dai miei affetti così come specificato dal presidente Musumeci, il quale però, al tempo stesso, non ci concede di tornare avendo bloccato ogni modalità di spostamento».

Fino al 21 Maggio alcun tipo di biglietto è acquistabile: «Non ci si può affidare al buon senso di tutti dal 4 al 21 Maggio, soprattutto per ora. Sono stati bloccati aerei, traghetti...se ho urgenza di scendere adesso, come faccio? Sono un soggetto a rischio in casa pur non uscendo dalle mura domestiche. Non ho un lavoro, devo affrontare tutte le spese del caso. Il mio rientra tra i tanti esempi: da chi ha perso il lavoro, a chi ha la necessità di assistere parenti malati. Perché non allestire un volo con tutti i protocolli di sicurezza del caso?».

«Il presidente Nello Musumeci dice di voler proteggere i siciliani. Ci sono tanti siciliani anche al Nord che sono dimenticati...come la mettiamo, presidente?».

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