Distretto Turistico, D’Alì: «Addio Alitalia schiaffo alla Sicilia occidentale»

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
10 Giugno 2020 17:21
Distretto Turistico, D’Alì: «Addio Alitalia schiaffo alla Sicilia occidentale»

Il Distretto Turistico Sicilia Occidentale sta dalla parte del territorio, degli imprenditori, e dei cittadini, tutti fortemente penalizzati dalla decisione di Alitalia di abbandonare lo scalo di Trapani, e di conseguenza i collegamenti da e verso Roma Fiumicino e Milano Linate. Il Distretto invita l'Alitalia a voler rivedere questa decisione che mortificherebbe le giuste ambizioni di crescita della Sicilia occidentale. «L'aeroporto di Trapani – spiega il presidente del Distretto Rosalia D'Alì – è un'infrastruttura strategica per tutto il territorio.

Esso non soltanto assicura il fondamentale diritto alla mobilità delle persone, ma è un punto di accesso fondamentale nel cuore della Sicilia occidentale. La possibilità di avere uno scalo, in una zona dalla grande vocazione turistica, consente dei vantaggi anche alle compagnie aeree che operano da e verso lo scalo di Trapani. La crescita economica, e quindi anche turistica, non può che passare dalla presenza di un aeroporto ben servito e funzionante, ed è per questo che chiediamo un intervento governativo di supporto e di aiuto, per far recedere la compagnia di bandiera dalla decisione di abbandonare lo scalo di Trapani». «Proprio nel momento in cui si sta per ripartire – conclude il presidente D'Alì – questa decisione ci spiazza.

La presenza all'interno del Comitato tecnico del Distretto del presidente di Airgest, Salvatore Ombra, sta a significare quanto ogni ragionamento legato alla crescita del territorio sia inscindibilmente correlato al funzionamento del locale scalo aeroportuale. Come Distretto, dopo aver lavorato sulla creazione della destinazione turistica, ci stiamo concentrando sulla comunicazione della destinazione che avrebbe dovuto riguardare anche i due scali di destinazione interessati dall'abbandono delle rotte.

Chiediamo con forza una netta retromarcia che penalizza oltremodo il nostro territorio».

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